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Il Secolo XIX: «Carlo Giuliani riaprire il caso»

Al processo G8 la richiesta dei genitori
«Carlo Giuliani riaprire il caso»

Genova. «Troppi interrogativi,troppi episodi poco chiari: bisogna riaprire l'inchiesta sull'omicidio di Carlo Giuliani». La richiesta sarà fatta, molto probabilmente, dai genitori del giovane rimasto ucciso in piazza Alimonda il 20 luglio 2001.
E' quanto ha detto, a fine udienza, nel primo pomeriggio di ieri, l'avvocato Ezio Menzione uno degli avvocati che difende alcuni dei 25 no global imputati per le devastazioni in piazza. La revisione delle indagini potrà dare delle risposte, ha sottolineato il legale che durante l'ultima parte dell'udienza ha improntato la difesa su quando venne lanciato il sasso, riportante tracce ematiche, che fa parte dei reperti del processo.
Sarebbe proprio quella la pietra con la quale venne colpito in fronte Giuliani e che gli provocò una ferita profonda fatta a stella, larga due-tre centimetri.
Secondo l'avvocato Menzione ed altri suoi colleghi, occorre chiarire se Carlo Giuliani sia stato colpito quando era già morto, ed in questo caso si tratterebbe di vilipendio di cadavere, oppure quando, pur ferito era ancora vivo: allora si
potrebbe ipotizzare il concorso in omicidio. Sulla questione del sasso che riportava tracce ematiche è stato sentito a lungo il vicequestore Adriano Lauro.
Secondo le ipotesi dei difensori, sarebbe stato uno degli uomini di Lauro a colpire alla testa Giuliani e il vicequestore, per coprirlo avrebbe gridato ai no global: "ad ucciderlo siete stati voi e le vostre pietre". Durante la deposizione di Adriano Lauro sono state proiettate in aula diverse fotografie per accertare se, accanto al corpo martoriato e sanguinante del giovane, c'era la pietra. Prima che le immagini
fossero proiettate, l'avvocato Menzione ha chiesto che i genitori di Carlo Giuliani lasciassero l'aula per evitare loro altri traumi, ma i due coniugi hanno preferito presenziare come hanno sempre fatto dalla prima udienza. Il legale ha mostrato ai
giudici anche il passamontagna che il giovane manifestante indossava quel giorno per evidenziare che sull'indumento non c'erano segni del colpo alla testa inferto col sasso: come a dimostrare che venne colpito quando si trovava già a terra. La pietra era stata acquisita agli atti del procedimento contro il carabiniere Mario Placanica che era stato indagato per l'omicidio di Giuliani e poi prosciolto dal gup in quanto
aveva usato l'arma per difesa.
Ieri Lauro ha detto che quando era giunto vicino al corpo del ragazzo colpito, aveva ancora il passamontagna in testa ed aveva visto il sangue zampillare.
«In un primo momento ho pensato che ad ucciderlo fosse stato un sasso - ha detto Lauro - solo successivamente, quando l'ho visto senza il passamontagna, ho avuto dei dubbi».
Ieri è stato sentito anche Filippo Cavataio, il carabiniere che si trovava alla guida del defender a bordo del quale viaggiavano Mario Placanica e Dario Raffone. Il militare ha risposto alle domande con una serie di perentori "non ricordo".

Elisabetta Vassallo (11 maggio 2005)